E’ POSSIBILE DA UN PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO, L’ESISTENZA DI GODZILLA?

È uscito nelle sale il nuovo film di “Godzilla” è un remake dei film precedenti. Per coloro che per qualche motivo non lo sapesse, “Godzilla” è una lucertola gigante perniciosa che è nata tramite un esperimento scientifico.

Questo articolo non è stato fatto per parlare del film, ma per sapere se è possibile tecnicamente o  piuttosto scientificamente l’esistenza di questo mostro. Grazie ai nostri collaboratori disponiamo di questa risposta esatta.

Se si guarda il video qui sotto, vi renderete subito conto (se avete naturalmente familiarità con la lingua inglese) che il vero “Godzilla” nel mondo reale avrebbe dovuto affrontare un avversario molto più temibile del popolo umano con i loro missili inefficaci – le leggi della fisica. Ma cominciamo dal principio.

Secondo la leggenda, la crescita di “Godzilla” è 108,2 metri – peso circa 90 mila tonnellate (immaginate una enorme nave da crociera … con le gambe). Per nutrire una lucertola, avrebbe dovuto consumare 215 milioni di calorie al giorno.

E’ come il totale delle calorie che hanno bisogno 110.000 persone circa, il “Godzilla” dovrà mangiare ogni giorno circa 2.000 persone. Grazie alla semplice matematica diventa tutto chiaro, in conseguenza la mortalità umana globale aumenterà del 1,3 per cento.

Non solo l’appetito dell’ incredibile lucertole  sarà il suo problema. L’altro problema sarà il suo corpo. Come già accennato in precedenza, il peso di “Godzilla” è 90.000 tonnellate, pari a circa la metà di tutto l’oro mai estratto dal genere umano.

Non solo, con un’altezza di 108 metri il cuore di “Godzilla” non riuscirebbe a pompare l’enorme quantità di sangue necessaria per il funzionamento del suo corpo a causa della gravità terrestre , così anche per la forza di gravità, che interesserà le ossa.

Naturalmente, la lucertola in mare si sentirebbe un po’ meglio perché l’acqua aiuterebbe in parte a sostenere il suo peso (per lo stesso motivo le balene possono essere così grandi). Tuttavia, se “Godzilla” arrivasse a riva, le  sue zampe creerebbero pressione sulla superficie solida, sotto un tale peso le sue ossa non rengerebbero e crollerebbe all’istante.

Poiché il dolore per arrivare al sistema nervoso impiega una velocità di circa 60 centimetri al secondo, “Godzilla” prima di sentire il dolore al cervello sarebbe già a terra.

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