700 mila abitanti da evacuare in caso di risveglio del Vesuvio

Sono state firmate dal Presidente del Consiglio dei Ministri le nuove disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico relativo al Vesuvio. Il documento, che ha ottenuto l’intesa della Conferenza unificata lo scorso 6 febbraio, oltre a stabilire l’area da evacuare cautelativamente in caso di ripresa dell’attività eruttiva, definisce i gemellaggi tra i 25 Comuni che hanno aree ricadenti proprio nella cosiddetta zona rossa e le Regioni e Province Autonome.

Dal sito della Protezione Civile, si legge: “Le aree da sottoporre ad evacuazione cautelativa sono, infatti, sia quelle soggette ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici (zona rossa 1) sia quelle soggette ad alta probabilità di crolli delle coperture degli edifici per importanti accumuli di materiale piroclastico (zona rossa 2). In particolare, saranno i successivi protocolli d’intesa che Regioni e Province Autonome dovranno sottoscrivere con la Regione Campania e le amministrazioni comunali interessate – d’intesa con il Dipartimento della Protezione civile – a rendere effettivamente operativi i gemellaggi, prevedendo specifici piani per il trasferimento e l’accoglienza della popolazione da assistere.” Dunque, la nuova zona rossa comprenderà da ora 25 Comuni, appartenenti alle province di Napoli e di Salerno, 7 in più rispetto al Piano del 2001, e sono 700 mila gli abitanti da sgomberare in caso di eruzione vesuviana.

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