Eruzioni artificiali e altre coincidenze

Eruzioni artificiali e altre coincidenze. Articolo del 2010, leggete…..

Ecco quanto veniva detto in un servizio del TG2 dei primi di febbraio del 2010, giusto un paio di mesi prima dell’eruzione del vulcano islandese a causa della quale (almeno questa è la motivazione ufficiale, ma come vedremo è ben poco credibile) è stato deciso un temporaneo blocco dei voli nell’Europa del Nord.

Aggiornamento del 30 maggio 2010: il video qui sopra è stato rimosso con la scusa del la violazione del copyright, censurato evidentemente perchè dava troppo fastidio, come NON succede evidentemente per centinaiai di spezzoni dei TG o di altre trasmissioni televisive ancora visionabili su youtube ma che non trattano temi altrettanto scottanti. Per fortuna qualcuno lo ha provvidenzialmente registrato ed adesso è possibile visionarlo su un altro server.Eruzioni vulcaniche controllate per combattere il riscaldamento globale. Proposta bizzarra ma lanciata da serissi scienziati su un’importante rivista La proposta parte dagli effetti in parte benefici per quanto strano possa sembrare, di un’immane disastro che colpì nei primi mesi del 1991 l’isola Luzon nelle Filippine.

Il vulcano Piantubo dette vita piuttosto lentamente, il che permise di evacuare la popolazione, ad una gigantesca eruzione. La massa di polveri a base di zolfo emesse dal Pinatubo creò per molti mesi una sorta di ombrello che, filtrando i raggi del sole, fece abbassare la temperatura del pianeta di quasi mezzo grado centigrado.

Tre scienziati nordamericani ci hanno ragionato e adesso con un articolo sull’autorevole rivista Nature propongono di provocare artificialmente delle eruzioni vulcaniche per raggiungere lo stesso obiettivo: creare un ombrello di polveri che riduca temporaneamente, ma velocemente, la febbre del pianeta. In questo tempo dicono, si potrebbe guadagnare tempo per realizzare una riduzione a lungo termine dell’effetto serra.

I critici obiettano che l’operazione sarebbe costosa e soprattutto ad altissimo rischio, ma i tre insistono, bisogna lavorarci, la situazione è troppo grave per ignorare questa possibilità.

Staremo a vedere, se c’è una cosa che non manca in Italia sono proprio i vulcani.

Ovviamente per i lettori affezionati di questo blog queste affermazioni sono poco credibili. Abbiamo già trattato diverse volte la questione del cosiddetto effetto serra causato dalle emissioni di CO2 e di come per sostenere questa tesi a dir poco azzardata gli scienziati abbiano dovuto falsificare i dati in loro possesso (tant’è che uno dei direttori di questi istituti di studi sul clima ha persino confessato). Il riscaldamento globale è una bufale bella e buona ed in un passato storico relativamente recente (nel medio evo, quando non c’erano emissioni industriali di andiride carbonica) sono stati sperimentati periodi in cui faceva molto più freddo o molto più caldo di adesso: non c’è nessuna prova che evenutali escursioni termiche siano da addebitare alle emissioni di anidride carbonica, benchè i fumi delle industrie siano sicuramente inquinanti.

Ma guardate un po’ cosa troviamo scritto sul sito de Le Scienze(edizione italiana della rivista Scientific American) a proposito dell’Eruzione del monte Pinatubo.

Gli aerosol vulcanici immessi nella stratosfera hanno assorbito le radiazioni solari e riscaldato gli strati più bassi.

Il vulcano ha rafforzato l’effetto climatico dell’oscillazione artica, contribuendo al riscaldamento della terra

(…)

Uno studio condotto dalla NASA ha collegato l’eruzione del monte Pinatubo del 1991 all’incremento dell’oscillazione artica, un fenomeno climatico che causa il riscaldamento in alcune aree dell’emisfero settentrionale. Nonostante l’effetto delle particelle vulcaniche che schermavano la luce del sole, nei due anni successivi all’eruzione vulcanica le terre emerse alle medie ed alte latitudini hanno sperimentato un inverno più caldo. ”

Caspita! E dov’è finito quindi quel famoso ombrello che filtrando i raggi del sole, fece abbassare la temperatura del pianeta di quasi mezzo grado centigrado?

Alle contraddizioni della scienza ufficiale siamo ormai abituati, i servi del potere scrivono articoli pseudo-scientifici su commissione.

Ad esempio scrivono sempre più spesso negli ultimi tempi che irrorazione di composti a base di zolfo e di particolato metallico nell’atmosfera può servire a raffreddare il pianeta (mentre piuttosto può servire a riscaldarlo). Si tratta di quell’odiosa geoingegneria che non è altro che un paravento per nascondere l’operazione di rilascio di scie chimiche: si vuole infatti ingenerare, in molti addetti allo sporco lavoro del progetto scie chimiche ed in quella fetta della popolazione che si accorge delle evidenti “scie anomale”, l’idea che ci sia dietro un progetto volto a realizzare un fine benefico. Potete approfondire l’argomento leggendo l’articolo scie chimiche geoingegneria e progetto Pinatubo sul blog titolando; l’articolo cita un articolo dell’espresso dell’aprile 2009 in cui si riferiscono già gli studi di questi folli scienziati che ipotizzano le eruzioni artificiali dei vulcani come “rimedio contro il riscaldamento globale”.

Viene quindi legittimo il sospetto che abbiano fatto lo stesso con le eruzioni vulcaniche. Se l’eruzione del vulcano islandese (e di altri in futuro?) fosse stata artificialmente innescata ci sarebbe sicuramente qualche scienziato in grado di accorgersene (ad esempio sismologi e geologi); in tal caso per evitare che certa gente svelasse la verità bisognerebbe forzarla al silenzio, ed il metodo migliore non è l’intimidazione, ma l’inganno.

Ingannare chi partecipa a questi progetti criminali e chi potrebbe accorgersi della loro realizzazione è sicuramente la strada migliore per perpetrare orrendi misfatti. Ad esempio è noto che ai piloti che nel passato spargevano scie chimico-biologiche sulla popolazione inglese è stato raccontato che tali test fossero sostanziaemente innocui e che servissero a testare la capacità offensiva dei sovietici e quella difensiva della Gran Bretagna. Ed i piloti hanno avvelenato 2 milioni di connazionali credendo che tali manovre fossero a fin di bene. A tal proposito consiglio la lettura delle ammissioni del ministero della difesa britannico pubblicate dall’edizione on line del giornaleGuardian.

I sospetti sull’eventuale innesco artificiale dell’eruzione del vulcano islandese vengono anche dall’osservazione delle carte del gioco “Illuminati card game”, realizzate nel 1994; quasi tutte le carte rappresentano eventi che sono successivamente avvenuti, ovvero la distruzione delle torri gemelle, l’attacco al pentagono, le vaccinazioni di massa, la crisi della valuta, i terremoti, i maremoti. Per approfondire l’argomento consiglio, oltre alla visione del video qui sotto incorporato, anche la lettura dell’articolo illuminati card game e la visione delle carte del gioco le cui figure trovate su fivedoves.com (alcune altre carte le trovate nell’articolo illuminati card – part 2). Sebbene l’articolo sia in inglese la sola visione delle figure è più che sufficiente a dare un’idea di come l’autore di quel gioco fosse a conoscenza di molti dei piani segreti dell’élite occulta che governa il mondo … o in alternativa che fosse dotato di poteri eccezionali di preveggenza.

Una delle carte di questo gioco è denominata International weather control, ovvero controllo internazionale del tempo, e quindi manipolazione climatica su larga scala, geoingegneria, e come specifica la figura, utilizzo di aerei per modificare il clima … insomma anche se non viene detto esplicitamente il riferimento alle scie chimiche è abbastanza chiaro.

Ma quella che qui più ci interessa è la carta denominata Volcano, ovvero vulcano. Sorpresi? E adesso, ben sapendo che il disastro dell’11 settembre è stato organizzato dai servizi segreti e dagli apparati statali, che le vaccinazioni di massa sono state organizzate dagli stessi poteri criminali, che la crisi economica è stata pilotatasempre dalla stessa cricca (che molto probabilmente appartiene alla setta detta appunto degli Illuminati, come confessa perfino lo stesso ministro Tremonti) il sospetto inizia ad essere molto forte.

Ma ci sono altri indizi che confermano questi sospetti, altre stranezze ed altre contraddizioni: la concomitanza tra blocco del traffico aereo ed esercitazione dell’aeronautica militare, il fatto che il traffico aereo non fosse realmente tutto bloccato ma che ci fossero numerosi aerei in volo (rilevabili dalle scie visibili nelle mappe satellitari), evidentemente a quota più bassa di quella di crociera (ben al di sotto degli 8 km di quota).

 

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