TROVATA UNA GROTTA CON TUNNEL ARTIFICIALE

Nel 1904, un cercatore americano (J. Brown) trovò nelle montagne della California una galleria artificiale che portava a una grotta sotterranea le cui pareti erano rivestite con lastre di rame.

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Sull’enormi lastre era incisa  una scrittura in una lingua sconosciuta. Le pareti rivestite di rame nascondavano la vena aurifera.

Furono trovati decine di scheletri di persone che avevano fatto apparentemente la stessa scoperta tempo prima di Brown.

Il Cercatore  sapeva che per estrarre l’oro sarebbe servito un capitale iniziale.

Ci vollero 30 anni prima che potesse farlo a proprie spese per assumere una squadra di operai minerari, acquistare le attrezzature e pagare per una licenza per lo sviluppo. Nel 1934, Brown e  i suoi lavoratori arrivarono nella città più vicina alla grotta “Stockton” e cominciarono a lavorare sui preliminari organizzativi, continuando a tenere segreta l’ubicazione della grotta.

Ma alla vigilia dell’inizio lavori il cercatore d’oro lasciò la camera d’albergo e scomparve per sempre. La Polizia della Città non  trovò alcuna traccia di lui. Tentarono di spiegare la sua scomparsa per debiti, ma fecero controlli sui conti correnti e titoli, risultarono che erano tutti a posto  e che tutte le spese preliminari erano state pagate con i propri fondi.

Era solo rimasta  una ipotesi plausibile sulla scomparsa, che fosse stato eliminato per le iscrizioni sconosciute, non dovevano diventare pubblicazione. Tennero conto del fatto della scomparsa di diverse persone in circostanze simili in tutto il XX secolo, la spiegazione poteva essere considerata plausibile.

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